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Wilden.herbals meets / Intervista a Laura Zura-Puntaroni di Festa Foresta

Intervistiamo la fondatrice di Festa Foresta, un fashion brand 100% made in Italy le cui parole d’ordine sono sostenibilità e body positivity

Nella seconda settimana di dicembre siamo stati ospiti di Festa Foresta Jungle Market, un insolito mercatino di Natale. Una vera e propria giungla allestita nel cuore di Milano dove rifugiarsi dal freddo e dal caos della città. 

A far parte dell’evento non c’era solo una selezione degli articoli di moda di Festa Foresta, ma anche i profumi di Masque Milano,  la nuova collezione di candele di 23bassi e le piante di le Georgiche. E non potevano mancare le nostre tisane!

Festa Foresta è un brand che nasce dalla visione creativa di Laura Zura-Puntaroni che si ispira ai concetti chiave di Natura ed Entusiasmo. Ogni sua creazione, progettata e prototipata a Milano, è poi realizzata con la massima cura per i dettagli in piccoli laboratori artigianali. Da subito ci è sembrato un progetto con una filosofia molto affine alla nostra, ecco come lo racconta lei stessa.

Parlaci del tuo background e della tua formazione

Ho una formazione da architetta, ho studiato al politecnico di Milano e mi sono laureata nel 2017. Dopo aver lavorato per qualche anno presso un grande studio di Milano, nella primavera del 2020 nasce il mio brand. Era un periodo particolare della mia vita in cui avevo capito di dover indirizzare il mio percorso verso qualcosa che mi piacesse completamente e che fosse totalmente mio. Mi sono buttata in questo progetto con la voglia di fare qualcosa che mi rispecchiasse e rispecchiasse il mio mondo e il mio immaginario. Il progetto nasce in modo spontaneo senza grandi strategie o studi di mercato, non è un qualcosa di studiato a tavolino ma un’evoluzione del mio essere. Ecco da dove arriva Festa Foresta. 

Come descriveresti Festa Foresta?

Semplice – perché la semplicità di questi tempi è forse la cosa più difficile da raggiungere, ma anche sostenibile, spontaneo e trasparente. 

Che tipo di lavoro fai sui tessuti, come li scegli e come crei i modelli?

C’è una parte di ricerca che curo io in prima persona. Innanzitutto attraverso le fiere di settore per materiali sostenibili, in particolare lycre, materiali stretch e materiali da bagno. Mi piace avere la possibilità di incontrare i fornitori e presentare il mio progetto. 

Poi le relazioni continuano online, fino ad arrivare alla parte più lunga di test che precede l’approvazione definitiva del materiale. La tempistica dipende dalla collezione ma solitamente dura un intero anno in cui io stessa provo il modello e il tessuto per capirne la resa. 

Non sempre il design del modello precede la scelta del tessuto, a volte avviene il contrario. Nel caso della nostra ultima collezione che era molto piccola e realizzata con un deadstock di seta e lana ad esempio, ho trovato prima il tessuto e poi sono nati i modelli. In questo caso è il modello che si è adattato alla caratteristica del tessuto. 

Anche se raramente questo succede per i costumi, perché è generalmente il tessuto che va a supportare il modello. 

Com’è nata la collaborazione con Wilden.herbals?

Tutto ha inizio nel mondo dell’architettura, tramite contatti o amicizie in comune di questa sfera. Ci siamo avvicinati perché sono una persona curiosa di natura e perché trovavo affini i nostri valori e modi di fare. 

Quello che nel mio piccolo volevo fare era promuovere un brand simile al mio, che parlasse un linguaggio comune al mio e credesse nelle stesse cose in cui credo io. E anche che fosse fatto dalla stessa tipologia di persone. 

Sani e selvaggi è il motto di Wilden.herbals. Cosa significa per te?

Per me essere sani è connesso al concetto di sentirsi bene con il proprio corpo cosa che nel mio brand è centrale. E si avvicina anche al concetto di fare pace con il proprio corpo. 

E poi cosa c’è di meglio della parola “selvaggio”, essendo il mio brand chiamato “Festa Foresta”?In una delle mie ultime collezioni, quella di intimo in tessuti biodegradabili, uno dei concetti era proprio questa idea della donna primordiale, libera, selvaggia, senza restrizioni. Quando penso a questa parola penso alla sfera femminile che è centrale nel mio brand. 

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